Misure preventive

Tar respinge il ricorso del tifoso colpito dal Daspo

L’uomo era stato ripreso vicino agli scontri: per i giudici le immagini bastano a confermare il divieto triennale.

Tar respinge il ricorso del tifoso colpito dal Daspo

Il Tar ha respinto il ricorso presentato da un tifoso colpito da un Daspo dopo gli scontri tra sostenitori del Torino e della Juventus avvenuti nei pressi della Gran Madre, prima del derby di novembre 2024. Il provvedimento gli vieta di frequentare gli stadi per altri tre anni. Il ricorrente dovrà inoltre pagare 2mila euro per le spese di lite.

L’ultras, assistito dall’avvocato Giovanni Pappalardo, aveva sostenuto di non aver partecipato alle violenze. Secondo la sua versione, durante gli incidenti si trovava fuori Torino e sarebbe rientrato in città soltanto il giorno successivo, per assistere alla partita. Da qui la richiesta di annullare il provvedimento amministrativo emesso nei suoi confronti.

Le immagini al centro del ricorso

Nel fascicolo esaminato dai giudici Raffaele Prosperi, Luca Pavia e Pietro Buzano è presente un video analizzato dalla Digos di Torino. Le riprese mostrerebbero il tifoso sul luogo degli scontri, mentre cammina con una cintura in mano e nasconde una barra sotto la giacca. L’interessato ha contestato l’identificazione, sostenendo che la persona ripresa non fosse lui.

A sostegno della propria ricostruzione, il ricorrente ha prodotto i dati Gps del telefono. Le registrazioni indicavano un’uscita da casa alle 8.44 e un rientro alle 18.56, prima di un successivo allenamento in palestra. Per il collegio, tuttavia, queste informazioni non dimostrano che il dispositivo, o la persona che lo utilizzava, non sia stato spostato o che il sistema di tracciamento sia rimasto attivo per tutto il tempo.

L’ordinanza sottolinea inoltre che le telecamere mostrano un soggetto dalle fattezze analoghe a quelle del ricorrente. Un elemento ritenuto sufficiente per l’adozione della misura di prevenzione. Il Daspo, hanno ricordato i giudici, non richiede l’accertamento di una responsabilità penale oltre ogni ragionevole dubbio: la sua funzione è prevenire rischi per l’ordine pubblico e può essere disposto sulla base di elementi di fatto gravi, precisi e concordanti.

Le indagini sugli scontri

La decisione del Tar riguarda il provvedimento amministrativo, mentre sul piano penale la Procura di Torino ha avviato un’indagine nei confronti di 30 persone ritenute coinvolte negli scontri della Gran Madre. Tra gli indagati figurano anche diversi giovani appartenenti alle nuove leve del tifo organizzato.