Mobilitazione universitaria

Studenti occupano il Campus Einaudi a Torino: lezioni sospese

Trecento giovani riuniti tra assemblee e richieste su riarmo, caro vita e residenze per chi studia

Studenti occupano il Campus Einaudi a Torino: lezioni sospese

Un lungo striscione bianco con la scritta Campus Einaudi occupato è stato esposto sulla palazzina di Giurisprudenza, dando il via alla mobilitazione degli studenti dell’Università di Torino. L’occupazione è partita dal complesso universitario sul lungo Dora e, secondo quanto annunciato dai promotori, l’obiettivo è estendersi all’intero campus. Si tratta della prima occupazione della sede dall’inaugurazione, avvenuta nel 2012.

Nel tardo pomeriggio circa trecento giovani si sono riuniti in assemblea al Campus Einaudi e a Palazzo Nuovo. Al centro del confronto sono stati il contrasto al riarmo, il carovita e la necessità di aumentare le residenze universitarie. Dopo circa un’ora di discussione, gli studenti hanno deciso di procedere con l’occupazione, collegando la protesta alle mobilitazioni che nelle settimane precedenti hanno coinvolto piazze e licei e allo sciopero generale previsto per il 30 ottobre.

Le richieste e le attività previste

La mobilitazione, spiegano i partecipanti, nasce anche in risposta all’appello degli studenti delle scuole superiori e si ispira alle proteste studentesche francesi. Tra le sigle presenti figurano Studenti Indipendenti, Cambiare Rotta, Assemblea Cps e Cua, legato ad Askatasuna. Gli occupanti hanno organizzato nel cortile momenti di socialità e pasti a prezzi popolari, mentre nelle aule sono comparsi sacchi a pelo, bombole del gas e generi alimentari per chi ha scelto di trascorrere la notte all’interno della struttura.

La richiesta principale è fermare le lezioni in tutto il campus, non soltanto nella palazzina di Giurisprudenza, e sostituirle con attività differenti, tra cui lezioni non frontali, workshop e laboratori artistici. Nel documento diffuso dagli studenti vengono inoltre indicati il reinvestimento nell’istruzione delle risorse destinate alla difesa, il ripristino del taglio delle accise sui carburanti, il congelamento degli affitti e il blocco degli sfratti.

La sospensione delle lezioni

Per quanto riguarda l’università, gli studenti chiedono anche trasparenza sulla vigilanza dell’accordo tra Confindustria e UniTo, la rescissione delle collaborazioni e degli accordi con aziende del settore bellico e una riduzione del precariato universitario. I promotori dichiarano di voler portare all’attenzione pubblica i temi del carovita e del riarmo e criticano le risposte del governo, citando in particolare i decreti sicurezza.

Nella mattinata di martedì 27 ottobre gli studenti hanno convocato giornalisti, coetanei e attivisti per illustrare le ragioni della protesta. Nella palazzina di Giurisprudenza non era previsto l’accesso alle aule. La Direzione della Scuola di Scienze giuridiche, politiche ed economico-sociali ha comunicato che, considerata la situazione dell’intero Campus Luigi Einaudi, le attività universitarie sarebbero state sospese.