Numeri regionali

Piemonte, quasi 10 mila nuove dichiarazioni di disoccupazione

Nel semestre iniziale 126.844 accessi allo stato occupazionale, mentre crescono anche cassa integrazione e richieste per il reinserimento.

Piemonte, quasi 10 mila nuove dichiarazioni di disoccupazione

La difficoltà del mercato del lavoro piemontese prosegue anche nel 2026. Nei primi sei mesi dell’anno sono state 126.844 le persone entrate o rientrate nello stato di disoccupazione attraverso una dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, la cosiddetta Did. Il dato, elaborato da Agenzia Piemonte Lavoro, è superiore di 9.873 unità rispetto alle 116.971 dichiarazioni registrate nello stesso periodo del 2025, con una crescita dell’8,4%.

Le Did non corrispondono al numero complessivo delle persone senza occupazione, ma misurano il flusso di chi presenta o rinnova formalmente la propria disponibilità a lavorare. Sui numeri incidono anche gli obblighi collegati all’accesso o al mantenimento di alcune forme di sostegno al reddito. Il dato del primo semestre conferma tuttavia una tendenza già emersa nel 2025, quando le dichiarazioni erano salite a 225.692, circa 32 mila in più rispetto all’anno precedente e il 16,8% oltre il livello del 2024.

Torino e le fasce più coinvolte

La crescita aveva interessato tutte le province piemontesi, seppure con intensità diverse. Nel 2025 gli aumenti più marcati erano stati rilevati a Novara, con il 20,4%, e ad Asti, con il 19,4%. A Torino, territorio particolarmente esposto alle difficoltà dell’automotive, le dichiarazioni erano passate da 102.738 a 121.885, con oltre 19 mila registrazioni in più in dodici mesi e un incremento del 18,6%.

Nel primo semestre del 2026 l’aumento ha riguardato sia gli uomini, in crescita del 9,9%, sia le donne, salite del 7,2%. Tra gli under 30 le dichiarazioni sono state 46.158, l’11,7% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tra gli over 50 hanno raggiunto quota 31.710, con un incremento del 7,4%. L’aumento più consistente, pari al 25,7%, riguarda le persone con un titolo di studio elevato, arrivate a 16.285.

Crisi industriali e politiche attive

La fotografia dei centri per l’impiego si sovrappone a quella delle crisi industriali. Nel 2025 le ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate in Piemonte erano aumentate del 43%, superando i 6,2 milioni, mentre i lavoratori beneficiari erano oltre 17.800. Tra i fattori indicati per spiegare le difficoltà c’è anche la crisi dell’automotive.

La consigliera regionale del Pd Monica Canalis ha definito reale il peggioramento della situazione economica e ha chiesto alla Giunta Cirio nuove misure per evitare interruzioni nell’accompagnamento al lavoro. Nel suo intervento ha richiamato anche il programma Gol, finanziato dal Pnrr, che ha coinvolto 324.647 persone, senza però impedire l’aumento dei disoccupati registrato nel 2025.

Di segno diverso la valutazione del vicepresidente della Regione e assessore al Lavoro Maurizio Marrone, che ha rivendicato il rafforzamento dei centri per l’impiego e l’organizzazione dei festival Io Lavoro. L’assessore ha inoltre annunciato il progetto Giovani Adulti, sostenuto da 40 milioni di euro in buoni lavoro destinati soprattutto ai ragazzi delle periferie.

Nel frattempo sono state inaugurate due nuove sedi dei centri per l’impiego: quella di Settimo Torinese, realizzata con 750 mila euro di fondi Pnrr e dotata di 16 operatori, e quella di Moncalieri, che ha richiesto tre milioni di euro di investimenti e conta 28 operatori. Agenzia Piemonte Lavoro segnala infine che l’aumento delle Did convive con una crescita dell’1,6% delle attivazioni contrattuali e con la diminuzione dell’inattività. Un andamento che, secondo l’ente, può indicare anche una maggiore fiducia nella possibilità di trovare un impiego. La sfida resta trasformare le nuove dichiarazioni in occupazioni stabili.