Nonostante gli appelli rivolti al prefetto di Torino, le richieste di un intervento dell’esercito con funzioni di controllo e vigilanza e i sopralluoghi delle istituzioni, nella casa circondariale Lorusso e Cutugno la situazione resta critica. Nel penitenziario di via Maria Adelaide Aglietta, alle Vallette, persistono sovraffollamento, episodi di violenza e carenze di personale.
Le aggressioni agli agenti della polizia penitenziaria sono salite a 55 dall’inizio dell’anno. Il dato, reso noto dal sindacato Osapp, è aumentato di due unità in appena dieci giorni: al 13 agosto 2026 gli episodi registrati erano 53. Le ultime due aggressioni si sono verificate nella giornata di sabato 22 agosto, a poche ore di distanza l’una dall’altra.
Due episodi nei padiglioni B e C
La prima aggressione è avvenuta in mattinata nel padiglione B. Secondo quanto riferito dall’Osapp, un detenuto di origine nordafricana ha colpito un agente con un pugno. L’operatore è stato accompagnato al pronto soccorso per gli accertamenti e ha ricevuto inizialmente una prognosi di sei giorni, poi ridotta a tre giorni. Il sindacato riferisce che l’agente avrebbe scelto di rinunciare a parte del periodo di assenza per restare in servizio accanto ai colleghi, considerata la difficoltà dell’organico.
Nel pomeriggio, nel padiglione C, un secondo detenuto, di origine italiana, avrebbe colpito un agente con un calcio e avrebbe poi lanciato una bomboletta di gas accesa. L’oggetto, riferisce ancora il sindacato, non avrebbe provocato ulteriori conseguenze. L’agente è stato trasferito all’ospedale Maria Vittoria per accertamenti e ha ricevuto una prognosi di otto giorni con collare.
La denuncia del sindacato
La situazione di tensione, secondo l’Osapp, interessa anche il padiglione A. Nello stesso giorno un detenuto italiano sottoposto al regime di alta sicurezza si sarebbe rifiutato per lungo tempo di rientrare nella propria cella, mettendo in difficoltà il personale.
Il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci, ha definito la situazione di totale abbandono e ha sostenuto che il numero delle aggressioni dimostri l’ingovernabilità della struttura a livello locale. Nel mirino del sindacato sono finiti il provveditore regionale e i vertici dell’Amministrazione penitenziaria centrale, accusati di non aver fornito risposte adeguate.
L’organizzazione ha rinnovato l’appello al ministro della Giustizia Carlo Nordio, chiedendo l’invio urgente di ispettori per un sopralluogo. L’Osapp sollecita inoltre l’avvicendamento dei vertici dell’istituto, già richiesto in precedenza, con l’obiettivo di ripristinare una gestione ritenuta adeguata alla gravità delle condizioni denunciate.