Mobilitazione studentesca

Lezioni sospese al Campus Einaudi: oggi il confronto a Torino

L’ateneo ricolloca esami e tesi; i collettivi confermano l’occupazione e illustrano le loro richieste.

Lezioni sospese al Campus Einaudi: oggi il confronto a Torino

Le attività didattiche al Campus Luigi Einaudi di Torino restano sospese fino a sabato 31 ottobre, dopo l’occupazione iniziata dai collettivi studenteschi. L’Università ha comunicato che non sarà attivata la didattica a distanza e che le attività urgenti, tra cui esami e discussioni di tesi, verranno ricollocate. Gli studenti sono invitati a verificare gli aggiornamenti sul sito dell’ateneo.

L’occupazione, annunciata dai collettivi come destinata a proseguire fino allo sciopero di venerdì, è la prima nella storia del Campus. La decisione di sospendere le lezioni è stata assunta dopo che alcuni accessi alla struttura sono stati ostruiti con cassonetti, transenne e sedie, rendendo di fatto inagibile l’edificio. Nella prima notte circa 150 studenti hanno dormito all’interno del complesso, dopo una festa.

Il confronto con la rettrice

Il prossimo passaggio è l’incontro previsto oggi pomeriggio tra la governance dell’università e gli studenti in mobilitazione. Nel Campus hanno sede i dipartimenti di Giurisprudenza, Culture, Politica e Società ed Economia e Statistica. L’ateneo ha spiegato di aver aperto un canale di dialogo con gli studenti e di seguire l’evoluzione della situazione, auspicando il ripristino delle condizioni per la regolare ripresa delle lezioni.

Il personale tecnico-amministrativo continuerà a lavorare da remoto oppure sarà trasferito temporaneamente in un altro polo dell’Università di Torino. Intanto, negli spazi occupati, le aule della palazzina di Giurisprudenza vengono utilizzate per assemblee, discussioni e momenti di confronto. I sacchi a pelo vengono rimossi dalle aule durante il giorno, mentre le attività proseguono con incontri dedicati a guerra russo-ucraina, violenza nelle piazze e caro affitti.

Le richieste dei collettivi

Le rivendicazioni sono state presentate da Studenti Indipendenti, Cambiare Rotta, Cua, realtà legata ad Askatasuna, e dall’assemblea Cps. Tra le richieste figurano il reinvestimento in istruzione dei fondi destinati alla difesa, il ripristino del taglio delle accise, il congelamento degli affitti e il blocco degli sfratti.

Alle iniziative partecipano anche una cinquantina di docenti solidali con la protesta, in particolare del Coordinamento Antifascista Universitario. Tra i temi condivisi c’è il monitoraggio delle collaborazioni con le aziende belliche e degli accordi legati al cosiddetto dual use. L’economista Lia Pacelli ha richiamato il ruolo dell’Osservatorio sul dual use, mentre la docente Silvia Pasqua ha sottolineato la necessità di verificare i limiti degli accordi con le imprese.

Sul fronte opposto, il Fuan ha avviato una raccolta firme contro l’occupazione, definita un ostacolo al regolare funzionamento dell’università. Anche Obiettivo studenti ha contestato la scelta di una minoranza di impedire lo svolgimento delle attività accademiche per il resto della comunità studentesca.