Dopo la chiusura del Museo Ettore Fico di via Cigna, la Fondazione Ettore e Ines Fico inaugura un nuovo spazio espositivo al centro Piero della Francesca, in via Pessinetto 10/g, a Torino. La struttura occupa 600 metri quadrati, 350 dei quali destinati alle esposizioni, e sarà aperta al pubblico a partire da giovedì con la mostra La forma del non detto, dedicata all’artista Giovanni Termini e visitabile fino al 31 gennaio.
Il progetto è stato presentato da Andrea Busto, ex direttore del museo, che ha spiegato di voler proseguire il lavoro di valorizzazione delle periferie, già avviato nelle aree di Barriera di Milano e Madonna di Campagna. Il nuovo spazio, chiamato Caveau, propone un modello di visita più raccolto rispetto a quello delle grandi esposizioni: l’ingresso avverrà su appuntamento e i visitatori saranno raggruppati per favorire la conoscenza e lo scambio.
Un luogo per mostre più intime
Busto ha descritto gli ambienti del Piero della Francesca come stanze ampie, con soffitti alti e pareti neutre, adatte a un percorso espositivo pensato come un viaggio attraverso il lavoro degli artisti. La scelta della sede, ha spiegato, è nata dalla ricerca di un’alternativa agli spazi del museo di via Cigna e dalla volontà di riportare l’attenzione su un centro considerato a lungo poco utilizzato.
La mostra inaugurale ruota attorno a tre installazioni realizzate da Giovanni Termini utilizzando alcuni elementi recuperati durante i lavori nell’edificio: tubi di canalizzazione e aerazione, vecchi neon e un cavalletto appartenuto prima a Luigi Serralunga e poi a Ettore Fico. Tra le opere presentate ci sono Starter, costruita con i neon dismessi, e Saturnia, composta da tubi di aerazione e piatti della linea omonima.
Le opere e i prossimi appuntamenti
La terza installazione, intitolata Grata, è dedicata alla memoria di Ettore Fico. Nella sala più piccola del centro sono inoltre esposte due opere con cui Termini ha vinto il Premio Fico nell’ultima edizione di Artissima 2025. Lo stesso ambiente sarà utilizzato per conferenze e per la consultazione dei volumi relativi alle mostre organizzate in passato.
La Fondazione intende concentrarsi su artisti viventi, italiani e internazionali, senza vincoli legati all’età ma con una particolare attenzione alla qualità della ricerca e dei lavori. Sono già previste due successive esposizioni: una dedicata all’artista francese Antoine Renard e un’altra al vincitore del premio che sarà selezionato ad Artissima 2026.
Il trasferimento è stato accolto positivamente nel quartiere, secondo quanto riferito da Busto, che ha però sottolineato la necessità di verificare nel tempo l’impatto dell’iniziativa. Tra gli obiettivi indicati ci sono l’attenzione al centro Piero della Francesca e la riscoperta di luoghi considerati marginali o dimenticati.