Caso giudiziario

Indagato per molestie scarcerato, ispettori al tribunale

La decisione ha provocato reazioni politiche dopo le accuse rivolte a un 42enne, sottoposto ora a obbligo di presentazione quotidiana

Indagato per molestie scarcerato, ispettori al tribunale

Un uomo di 42 anni, accusato di aver molestato una ragazzina di 13 anni e una donna di 40 all’interno del minimarket in cui lavora, è stato scarcerato dopo l’arresto avvenuto a Torino. La decisione del giudice ha suscitato reazioni politiche e ha spinto il ministro della Giustizia Carlo Nordio ad annunciare l’invio degli ispettori al tribunale torinese.

I fatti risalgono al 28 agosto, quando la 13enne sarebbe entrata nel negozio per acquistare alcune bibite. Secondo quanto riferito agli agenti, il cassiere le avrebbe chiesto se fosse fidanzata dopo averle domandato l’età. La ragazza avrebbe risposto di sì nel tentativo di allontanarlo, ma la situazione sarebbe poi degenerata in toccamenti non consentiti. La giovane ha raccontato di essersi sentita disgustata.

Le dichiarazioni dell’uomo

Durante l’udienza di convalida, l’uomo, originario del Bangladesh e difeso dall’avvocata Francesca D’Urzo, ha ammesso le proprie responsabilità. "Ho sbagliato", avrebbe detto, aggiungendo di aver bevuto due tequila prima dell’episodio. Ha inoltre sostenuto di non aver mai commesso reati e si è dichiarato dispiaciuto, assicurando che non sarebbe più accaduto nulla di simile.

L’indagato non è stato sottoposto alla custodia in carcere. In attesa della conclusione delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Paolo Cappelli, dovrà rispettare l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Sarà lui a indicare gli orari nei quali recarsi ogni giorno in commissariato.

Le reazioni politiche

La vicenda è tornata al centro dell’attenzione dopo che, il 1° settembre, la Rai ha raggiunto l’uomo fuori dal minimarket e ha trasmesso le immagini, con il volto oscurato, nel telegiornale regionale del Piemonte e nel Tg1 delle 20. La premier Giorgia Meloni ha criticato la decisione, ricordando che la Procura aveva chiesto il carcere e definendo incomprensibile il ritorno dell’uomo in libertà dopo pochi giorni. Ha inoltre espresso solidarietà alla ragazza e alla sua famiglia.

Durissimo anche il commento del vicepremier Matteo Salvini, che in un video pubblicato sui social ha definito la vicenda inaccettabile e ha annunciato l’intenzione di chiedere un intervento al ministro della Giustizia. Salvini ha inoltre rilanciato la proposta della Lega sulla castrazione chimica.

Secondo il giudice, la misura applicata è adeguata considerando l’incensuratezza dell’uomo, il comportamento collaborativo durante gli accertamenti e il trauma legato all’arresto e alla breve esperienza detentiva. L’ordinanza richiama anche il fatto che l’indagato si sarebbe attivato per recuperare le credenziali necessarie a visionare le telecamere del locale. La Procura, entro dieci giorni, potrà presentare ricorso al tribunale del riesame contro la decisione.