Il Piemonte punta a sperimentare un nuovo modello di assistenza agli anziani, con l’obiettivo di affiancare alle strutture residenziali una rete più ampia di interventi a domicilio. Il progetto è stato illustrato dal presidente della Regione Alberto Cirio in vista dell’incontro organizzato il 30 ottobre alla Nuvola Lavazza di Torino da La Stampa in collaborazione con la Regione Piemonte.
Il piano prevede una maggiore integrazione tra le Rsa e le cure garantite nelle abitazioni. Tra gli strumenti indicati figurano la telemedicina e il monitoraggio a distanza, pensati per seguire le condizioni degli anziani anche fuori dalle strutture e per rendere più coordinato il rapporto tra assistenza residenziale, servizi territoriali e famiglie.
Più risorse per le convenzioni
Secondo quanto riferito da Cirio, dal 2019 le risorse regionali destinate alle convenzioni sono aumentate di circa 60 milioni di euro. Attualmente, ha spiegato il presidente, sono circa 15 mila gli anziani che ricevono un aiuto dalla Regione. Il progetto intende inoltre sostenere le famiglie che assistono i propri cari a casa e quelle che hanno bisogno di accedere a strutture economicamente accessibili.
La prospettiva indicata dalla Regione non riguarda quindi soltanto l’ampliamento dell’offerta nelle Rsa, ma anche il rafforzamento dell’assistenza domiciliare e degli strumenti di supporto alle persone non autosufficienti. La telemedicina e il controllo a distanza vengono presentati come componenti di un sistema destinato a collegare meglio i diversi livelli di cura.
Il nodo dei caregiver
Nel suo intervento, Cirio ha riconosciuto che le misure regionali non sono sufficienti a risolvere tutte le difficoltà affrontate dai caregiver, cioè le persone che si prendono cura quotidianamente di un familiare anziano o non autosufficiente. Per questa ragione, secondo il presidente, è necessario un intervento dello Stato attraverso una legge nazionale.
Il Piemonte viene così indicato come territorio pilota per una possibile evoluzione dell’assistenza alla popolazione anziana. Il progetto, ancora presentato nei suoi obiettivi generali, mira a combinare servizi residenziali, cure a domicilio, tecnologie di monitoraggio e sostegni alle famiglie, mantenendo il tema dei caregiver al centro del confronto istituzionale.