Design torinese

Il Mauto ricorda Aldo Brovarone con 28 disegni e auto storiche

Dino Berlinetta Speciale torna dall’estero insieme a progetti firmati dal designer biellese

Il Mauto ricorda Aldo Brovarone con 28 disegni e auto storiche

Nel centenario della nascita, il Museo nazionale dell’automobile di Torino dedica una mostra ad Aldo Brovarone, tra i protagonisti del design automobilistico italiano del Novecento. L’esposizione, intitolata La matita di Pininfarina, apre oggi e resterà visitabile fino al 7 marzo.

Il percorso riunisce 28 disegni mai esposti prima, provenienti dagli archivi di Cesare Brovarone, Pininfarina e Alfredo Stola. Tra i pezzi più significativi c’è la Dino Berlinetta Speciale, prototipo sportivo rosso disegnato da Brovarone nel 1965 e rientrato in Italia dalla Germania. Le sue linee sinuose e affilate contribuirono a modificare i canoni del design automobilistico italiano in una fase in cui Torino rappresentava un punto di riferimento per tutta Europa.

Dagli esordi alla Pininfarina

Nato nel 1926, Brovarone arrivò alla Pininfarina nel 1953, dopo un’esperienza in Argentina come illustratore. La passione per il disegno era emersa già durante l’infanzia, come testimoniano i quaderni di scuola conservati negli archivi: al posto degli esercizi di matematica, le pagine erano riempite da bozzetti di aeroplani. A influenzarlo fu anche Carlo Felice Trossi, imprenditore biellese noto per i prototipi aeronautici che faceva realizzare e partire dal suo castello.

Il debutto professionale in Pininfarina coincise con il progetto della Maserati Berlinetta A6GCS/53, anch’essa presente nell’allestimento. Nel 2014 la vettura fu eletta la più bella Maserati di sempre. Secondo la curatrice Maria Paola Stola Ariusso e Alfredo Stola, Brovarone sapeva anticipare le tendenze future attraverso soluzioni capaci di coniugare ricerca formale e funzionalità.

Le auto e l’ultima intuizione

La mostra presenta anche la Lancia Gamma Coupé del 1976 e la Fiat Stola del 1996, oltre a progetti come l’Alfa Romeo Spider Duetto e la Peugeot 504, prodotta in oltre 3 milioni e mezzo di esemplari. Sono modelli riconducibili a una concezione dello stile Pininfarina basata su forme equilibrate e riconoscibili.

L’esperienza di Brovarone in Pininfarina si concluse nel 1988. Prima di lasciare l’azienda, contribuì all’ultima intuizione ricordata nel percorso: l’alettone rettangolare della Ferrari F40, coupé sportiva progettata sotto la direzione dell’ingegner Leonardo Fioravanti.

Anche dopo il pensionamento Brovarone continuò a disegnare. Negli ultimi anni si dedicò alla pittura di automobili e aeroplani con tecniche a tempera acquerellata, mantenendo quella manualità che aveva accompagnato tutta la sua attività. Il designer biellese è scomparso nel 2020.