La metropolitana di Torino è rimasta ferma per ore in due pomeriggi consecutivi, mercoledì 9 settembre e giovedì 10 settembre. Il blocco improvviso ha coinvolto migliaia di passeggeri, costretti a utilizzare i bus sostitutivi messi in servizio da Gtt per garantire gli spostamenti lungo la tratta.
Le navette attivate in superficie hanno però dovuto affrontare una forte affluenza. Alle fermate si sono formate lunghe attese e, in diversi casi, salire a bordo dei mezzi sostitutivi è risultato difficile a causa del numero elevato di utenti. Il disservizio è stato quindi al centro delle lamentele dei cittadini e del confronto politico in Comune.
Le cause dei due blocchi
La vicenda è stata discussa lunedì 14 settembre durante una seduta del Consiglio comunale, nell’ambito di un question time richiesto da Pierlucio Firrao, consigliere di Torino Bellissima. Nel corso dell’incontro sono emersi due episodi distinti, non collegati a scioperi o a interventi di manutenzione programmata.
Il primo guasto, verificatosi il 9 settembre, è stato provocato da un rumore anomalo proveniente da un convoglio e potenzialmente riconducibile a un componente tecnico. Il giorno successivo, invece, a determinare il blocco è stata una più complessa anomalia di sistema. In entrambi i casi Gtt ha attivato il personale tecnico e i servizi sostitutivi, ma le procedure di ripristino previste per un’infrastruttura completamente automatica hanno comportato il fermo dell’intera tratta e tempi di attesa prolungati.
L’inchiesta interna
L’assessora ai Trasporti Chiara Foglietta ha definito il disagio subito dai cittadini grave e non accettabile, sottolineando che si è trattato di un evento non ordinario per un’infrastruttura essenziale. L’amministrazione ha chiesto a Gtt una ricostruzione completa dei fatti, l’analisi delle cause e l’individuazione delle misure necessarie a evitare il ripetersi di episodi analoghi.
Foglietta ha riconosciuto la tempestività dell’intervento del personale tecnico e lo sforzo compiuto per assicurare i collegamenti alternativi, ma ha evidenziato la necessità di garantire un livello di affidabilità adeguato alle aspettative dei torinesi. Al termine dell’analisi delle cause, l’assessora ha annunciato l’intenzione di portare la questione in commissione per un ulteriore esame del funzionamento del servizio.