A Torino la morsa del caldo inizia ad attenuarsi dopo settimane segnate da temperature elevate e notti difficili per residenti e turisti. Con l’avvio della settimana del 17 agosto, l’aria diventa più respirabile e le massime scendono, anche se l’estate resta caratterizzata da valori eccezionali e da una forte anomalia termica.
La quarta ondata di calore ha interessato a lungo il Piemonte, contribuendo a rendere questa stagione una delle più calde mai registrate nella regione. Secondo il quadro riportato, l’anomalia termica stagionale supera i 3 °C rispetto alle rilevazioni del passato. Per stabilire se l’estate 2026 avrà realmente battuto i principali record storici, tuttavia, sarà necessario attendere la conclusione della stagione, alla fine di settembre.
Il caldo resta, ma perde intensità
Il cambiamento non coincide con la fine dell’estate né con un’immediata scomparsa del caldo. Il livello di disagio bioclimatico indicato da Arpa Piemonte resta giallo, pari al livello I, almeno fino a mercoledì 19 agosto. Le temperature, però, risultano meno estreme e l’anticiclone subtropicale allenta la propria influenza, consentendo condizioni più miti in città.
Il calo è particolarmente rilevante dopo il periodo caratterizzato da afa persistente, anomalie termiche e notti tropicali. Per alcuni giorni, almeno fino al fine settimana, il disagio dovrebbe risultare più contenuto, con un ritorno a valori più gestibili per la popolazione. Il quadro resta comunque variabile e non consente di considerare conclusa la fase calda.
Giovedì la perturbazione più incisiva
Il passaggio più significativo è atteso per giovedì 20 agosto, quando una perturbazione atlantica dovrebbe riuscire a interrompere la barriera di calore presente sul territorio. Le previsioni indicano massime intorno ai 27 °C, accompagnate dalla possibilità di rovesci e temporali.
Non si tratterebbe soltanto di fenomeni legati al riscaldamento diurno: la perturbazione potrebbe assumere caratteristiche più organizzate e risultare localmente intensa. I rovesci sono attesi soprattutto nelle aree montane, ma potrebbero estendersi anche alla pianura torinese. La situazione resterà quindi da monitorare, in un contesto di generale attenuazione del caldo ma ancora segnato dall’instabilità.