La Dengue non è più soltanto un rischio legato ai viaggi in aree del mondo dove il virus è endemico. Secondo l’ISI Foundation di Torino, il cambiamento climatico sta favorendo la presenza stabile delle zanzare vettore anche in Europa e in Italia, creando condizioni più favorevoli alla trasmissione dell’infezione. Il Piemonte, spiegano i ricercatori, non fa eccezione.
In regione sono stati registrati 7 casi nel 2022, 28 nel 2023, 44 nel 2024, 17 nel 2025 e 23 nel 2026. Si tratta, fortunatamente, di casi di importazione, contratti da persone rientrate da Paesi in cui la malattia è diffusa. Nel resto d’Italia, invece, negli ultimi anni sono stati segnalati anche diversi casi autoctoni, cioè sviluppati senza un viaggio recente in un’area endemica.
Il ruolo del clima e della mobilità
Come spiegano dal Seremi, il Servizio regionale di epidemiologia ambientale, le zanzare sono diventate un vettore più efficiente per la trasmissione della Dengue. L’aumento delle temperature e i cambiamenti climatici ne favoriscono l’insediamento e la permanenza sul territorio, mentre la mobilità internazionale facilita l’arrivo del virus attraverso i viaggiatori. La combinazione di questi fattori ha contribuito alla comparsa di infezioni autoctone in Italia, accanto ai casi importati.
La Dengue è trasmessa dalla puntura di zanzare infette e può provocare febbre, dolori muscolari e articolari, mal di testa e altri sintomi. La diffusione del vettore in aree dove in passato non era stabilmente presente rende quindi rilevanti la sorveglianza epidemiologica e la capacità di riconoscere tempestivamente i segnali di circolazione del virus.
Conoscenze diffuse, informazioni frammentarie
Uno studio coordinato dall’ISI Foundation con Sorbonne Université e Inserm di Parigi, in collaborazione con Queen Mary University di Londra e Aix-Marseille Université, ha analizzato la percezione del rischio durante la stagione delle zanzare del 2024. Alla ricerca hanno partecipato 2.904 volontari: 404 in Italia e 2.500 in Francia.
I risultati indicano che la consapevolezza dell’esistenza della Dengue e della sua trasmissibilità è elevata, ma le conoscenze dei cittadini restano frammentarie. Oltre il 91% dei partecipanti ha dichiarato di essere pienamente consapevole del rischio, mentre soltanto il 14,6% ha cercato volontariamente informazioni sulla malattia.
Tra gli aspetti esaminati c’è anche l’atteggiamento nei confronti della vaccinazione. Il 54,6% degli intervistati ha dichiarato che accetterebbe un vaccino se fosse offerto, mentre lo 0,4% lo aveva già ricevuto. Il motivo più frequente del rifiuto è la percezione di essere poco esposti al rischio. Per questo i ricercatori indicano nella sorveglianza partecipativa, basata sulle segnalazioni online dei cittadini riguardo al proprio stato di salute e ai comportamenti adottati, uno strumento utile per misurare rapidamente conoscenze, timori e reazioni di fronte a una minaccia emergente.