Settore automotive in crisi

Crisi dell’indotto automotive: 60mila posti persi nel Torinese

La perdita di posti di lavoro e la chiusura di aziende pongono interrogativi sul futuro della filiera in Piemonte.

Crisi dell’indotto automotive: 60mila posti persi nel Torinese

Dal 2018 a oggi, nel Torinese, quasi 60mila persone impiegate nell’indotto automotive hanno perso il lavoro, un numero che equivale alla popolazione di intere città come Cuneo o Moncalieri. Inoltre, si registra la chiusura di circa 500 aziende. Questa crisi, che coinvolge produzione, occupazione e imprese, segna un momento delicato per il settore, già alle prese con il complesso scenario del mercato globale.

Le ragioni di questa crisi sono molteplici. Da un lato, la concorrente presenza cinese rappresenta una sfida per le aziende locali, dall’altro l’elevato costo dell’energia ha pesato notevolmente sui bilanci. Non da ultimo, è necessario valutare le difficoltà legate alla transizione verso l’auto elettrica, che sembra aver subito un rallentamento significativo.

Le prospettive future

Le politiche industriali europee e le risposte attese da Stellantis sono fondamentali per delineare un nuovo futuro per il settore automotive. Le organizzazioni sindacali come Fim Cisl e Uilm stanno già tracciando un percorso di salvaguardia per i lavoratori attraverso ammortizzatori sociali e proposte di riconversione industriale.

Nel contesto attuale, la filiera automotive si trova a un bivio. Sarà cruciale capire come affrontare la sfida cinese e integrarsi in un mercato europeo che richiede maggiore competitività e innovazione. Solo così il Piemonte potrà sperare di preservare le sue storiche tradizioni nel settore e dare risposte alle sfide dei prossimi anni.