Sentenza storica

A Torino assolto dopo 50 anni l’ultimo imputato per amianto alle Ogr

Il professionista, oggi 85enne, era coinvolto nel procedimento riguardante operai deceduti negli Anni 70.

A Torino assolto dopo 50 anni l’ultimo imputato per amianto alle Ogr

La Corte d’appello di Torino ha assolto l’ultimo imputato nel procedimento sulle morti collegate all’esposizione alle fibre di amianto nelle Officine grandi riparazioni, le Ogr dove in passato venivano sottoposte a manutenzione le carrozze ferroviarie. Il verdetto è arrivato a circa 50 anni dai fatti contestati.

L’imputato è un ex medico delle Ferrovie, oggi di 85 anni. In appello è stato riconosciuto non colpevole per la vicenda che riguardava lavoratori impiegati nelle officine negli Anni 70 e successivamente deceduti dopo l’esposizione alle fibre di amianto.

Il procedimento sulle Ogr

Il caso giudiziario nasce dalle conseguenze subite da operai che lavoravano negli ambienti delle officine ferroviarie durante gli anni Settanta. L’amianto, presente nei materiali utilizzati all’epoca, è stato al centro dell’accertamento giudiziario per i rischi connessi all’inalazione delle sue fibre e per le patologie che colpirono alcuni lavoratori.

Nel corso del procedimento, la posizione dell’ex medico delle Ferrovie è stata esaminata in relazione alle responsabilità contestate per le morti dei dipendenti. La decisione della Corte d’appello di Torino ha escluso la sua colpevolezza, concludendo il processo nei confronti dell’ultimo imputato rimasto coinvolto nella vicenda.

Il verdetto in appello

L’assoluzione arriva al termine di un iter giudiziario durato mezzo secolo e riporta l’attenzione sulle condizioni di lavoro nelle Ogr negli anni in cui vi si riparavano le carrozze ferroviarie. Le vittime avevano lavorato in quegli ambienti negli Anni 70, mentre il procedimento ha attraversato un lungo arco di tempo prima della pronuncia definitiva del giudizio d’appello.

Con il riconoscimento della non colpevolezza dell’85enne, la Corte ha dunque assolto l’ultimo imputato del processo. Il provvedimento riguarda esclusivamente la sua posizione processuale e si inserisce nella lunga vicenda giudiziaria legata alle morti degli ex lavoratori delle Ogr.