La storia tra Arthur Melo e la Juventus è vicina alla conclusione. Il centrocampista brasiliano sta trattando con il club la risoluzione consensuale del contratto, attualmente valido fino al 30 giugno 2027. Un eventuale accordo consentirebbe alla società bianconera di chiudere una vicenda iniziata nell’estate del 2020 e caratterizzata da un utilizzo limitato del giocatore e da un rilevante impatto sui conti.
Arthur era arrivato a Torino dal Barcellona per 72 milioni di euro, ai quali si sarebbero potuti aggiungere altri 10 milioni di bonus. L’operazione rientrava nello scambio che aveva portato Miralem Pjanic al club catalano. Le aspettative legate all’acquisto, però, non hanno trovato riscontro sul campo: con la maglia della Juventus il brasiliano ha disputato appena 63 partite ufficiali, 35 delle quali da titolare, realizzando un solo gol.
Quattro prestiti dopo l’esperienza a Torino
Dopo le prime due stagioni in bianconero, il rapporto con il campo si è progressivamente interrotto. Dal 2022 Arthur non ha più indossato la maglia della Juventus in una gara ufficiale. Nel frattempo il centrocampista è stato girato in prestito al Liverpool, alla Fiorentina, al Girona e infine al Gremio. Una sequenza di trasferimenti con cui il club ha cercato di individuare una soluzione per un giocatore ormai fuori dal progetto tecnico.
Negli anni la Juventus ha inoltre lavorato sulla struttura dell’accordo per alleggerire il peso del contratto. La scadenza è stata prolungata anche con l’obiettivo di distribuire su più esercizi l’ammortamento residuo. L’ultimo bilancio annuale della società indicava infatti per Arthur un vincolo contrattuale fino al 30 giugno 2027, nonostante l’assenza del calciatore dalle rotazioni della prima squadra.
Un impatto economico superiore ai 100 milioni
È soprattutto il profilo finanziario a rendere significativa la parabola del brasiliano. Considerando il costo dell’operazione e gli stipendi rimasti negli anni a carico della Juventus, pur tenendo conto delle quote sostenute dalle società che lo hanno accolto in prestito, l’investimento complessivo viene stimato in oltre 100 milioni di euro.
Rapportando questa cifra alle 63 presenze raccolte in bianconero, il costo indicativo supera 1,5 milioni di euro per partita. Si tratta di un calcolo non contabile, ma utile a rappresentare il divario tra l’investimento sostenuto e il rendimento prodotto sul campo. Al 31 dicembre 2025, inoltre, la relazione finanziaria semestrale della Juventus indicava ancora per il giocatore un valore netto contabile di circa 9,8 milioni di euro.
La trattativa per l’addio anticipato punta ora a liberare la società dall’ultimo anno di un contratto diventato uno dei dossier più complessi da gestire. Se le parti raggiungeranno l’intesa, si chiuderà una vicenda cominciata con un esborso superiore ai 70 milioni e terminata, dopo sei anni, con quattro prestiti, 63 presenze e un rapporto sportivo interrotto da tempo.