Prevenzione

Con il cane in montagna aumenta il rischio di vipere

L’Ente delle Aree Protette delle Alpi Cozie smentisce un aumento dei rettili: a crescere sono le presenze in quota

Con il cane in montagna aumenta il rischio di vipere

Andare in montagna con il cane può esporre a un rischio maggiore di incontro con le vipere. A richiamare l’attenzione sul tema è l’Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie, secondo cui la presenza più frequente di questi rettili non sarebbe legata a un’improvvisa crescita della popolazione nelle zone interessate.

Più persone sui sentieri

Il punto indicato dall’ente è un altro: ad aumentare sarebbero soprattutto le persone che raggiungono le aree montane e frequentano i sentieri in quota. Una maggiore presenza umana, insieme alla pratica delle escursioni con animali domestici, rende quindi più probabili gli avvistamenti e gli incontri con la fauna selvatica.

Il cane può correre avanti rispetto al proprietario, muoversi tra l’erba, le pietre e la vegetazione oppure esplorare zone nascoste lungo il percorso. Per questo, durante le escursioni, il suo comportamento può portarlo più facilmente a entrare in prossimità di un rettile rispetto a chi cammina sul sentiero.

La precisazione dell’ente

La comunicazione dell’Ente Gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie ridimensiona dunque l’idea di un boom improvviso delle vipere nel territorio. Il fenomeno viene ricondotto soprattutto alla crescita delle presenze in montagna, che aumenta le occasioni di incontro e la percezione del rischio.

Le informazioni disponibili nel testo non riportano il numero di episodi, eventuali persone o animali coinvolti né indicazioni su specifici interventi sanitari o veterinari. Il dato centrale resta quindi la distinzione tra l’effettivo aumento dei rettili, che l’ente non segnala, e il maggior numero di escursionisti presenti in quota, tra cui chi si muove con il proprio cane.