La Fondazione Michele Scarponi sta valutando possibili azioni legali dopo l’investimento volontario di alcuni ciclisti avvenuto a Lanzo Torinese sabato 8 agosto 2026. Per l’episodio è stato convalidato l’arresto di Giuseppe Campagna, accusato di tentato omicidio. Nelle ore successive, sui social network sono comparsi numerosi commenti offensivi e messaggi di odio rivolti alle vittime e, più in generale, a chi pratica il ciclismo.
L’analisi dei contenuti pubblicati online
L’iniziativa rientra nel progetto Difendiamo la strada di tutti, seguito dal legale dell’ente, l’avvocato Tommaso Rossi. La fondazione sta raccogliendo e analizzando screenshot, collegamenti e segnalazioni trasmessi dagli utenti attraverso le piattaforme social, con l’obiettivo di verificare la natura dei contenuti pubblicati.
Il punto è stabilire se alcuni messaggi vadano oltre l’insulto e possano configurare ipotesi di istigazione, incoraggiamento o legittimazione della violenza. Soltanto al termine delle verifiche, e qualora emergano i presupposti, potranno essere presentate denunce nelle sedi competenti. Rossi ha precisato che non ogni frase offensiva costituisce automaticamente un reato e che non tutte le segnalazioni si traducono necessariamente in un’azione giudiziaria.
La vicinanza ai ciclisti coinvolti
Oltre all’esame dei contenuti online, la fondazione intende sostenere le persone coinvolte nell’investimento. Il legale ha rivolto loro un messaggio di vicinanza, sottolineando che non sono sole, e ha ringraziato quanti stanno inviando screening, link e segnalazioni dei messaggi ritenuti d’odio. L’invito è a continuare a trasmettere il materiale, che sarà valutato singolarmente.
La Fondazione Michele Scarponi è nata in memoria di Michele Scarponi, vincitore del Giro d’Italia e morto nel 2017 dopo essere stato travolto da un furgone mentre si allenava in bicicletta. Secondo l’ente, quanto accaduto a Lanzo Torinese deve rappresentare anche un’occasione per richiamare l’attenzione sul rispetto delle persone che percorrono la strada in bicicletta e sul contrasto alla violenza, compresa quella espressa attraverso i social network.