Infrastrutture

Foietta: «Sulla Tav nessun ritardo, solo rallentamenti previsti»

Il presidente della commissione intergovernativa ridimensiona gli effetti dell’avanzamento ridotto in Francia e conferma l’obiettivo del 2033

Foietta: «Sulla Tav nessun ritardo, solo rallentamenti previsti»

Paolo Foietta, presidente della Commissione intergovernativa Italia-Francia ed ex commissario straordinario per la Torino-Lione, respinge l’ipotesi di un rinvio dei lavori della Tav. La sua posizione arriva dopo la relazione del Conseil d’orientation des infrastructures, organismo francese che ha indicato possibili rallentamenti sul versante transalpino dell’opera.

Secondo Foietta, il documento del Coi non modifica il cronoprogramma ufficiale. La conclusione dei lavori resta fissata al 2033, come confermato dal promotore pubblico Telt e dai governi italiano e francese. A suo giudizio, non spetta al Conseil d’orientation des infrastructures stabilire eventuali slittamenti: il programma è di competenza di Telt.

La difficoltà geologica in Francia

Il nodo principale riguarda il cantiere di Saint-Martin-de-la-Porte, in Francia, dove la fresa Viviana sta avanzando a una velocità molto inferiore rispetto alle previsioni: circa 90 centimetri al giorno anziché 12 metri. Foietta afferma che il dato era noto già da maggio e che le difficoltà del tratto erano state messe in conto prima dell’avvio degli scavi.

La zona è considerata la più instabile dal punto di vista geologico tra quelle interessate dall’opera. Il rallentamento si è rivelato maggiore del previsto, ma la sua incidenza complessiva dipenderà dalla lunghezza del tratto problematico. Per Foietta, quindi, non ci sono elementi sufficienti per parlare già di un ritardo generale del progetto.

Nel difendere la prudenza sulle stime, il presidente della commissione richiama altri grandi trafori alpini e infrastrutturali. Il Terzo Valico dei Giovi, spiega, ha accumulato due anni di ritardo dopo il ritrovamento di roccia instabile, amianto e radon; il tunnel del Brennero dovrebbe invece concludersi con quattro anni di ritardo. Per il San Gottardo, in Svizzera, gli scavi sono durati quasi vent’anni.

I cantieri sul versante italiano

Foietta contesta anche l’idea che la Torino-Lione proceda con eccessiva lentezza. La decisione definitiva di realizzare l’opera, ricorda, è stata assunta nel 2017 sulla base di un progetto approvato nel 2015. Prima erano stati svolti sondaggi, realizzati tunnel geognostici e completati studi preliminari. Attualmente, secondo i dati citati nell’intervista, è stato eseguito il 30% degli scavi.

Le frese destinate ai cantieri italiani dovrebbero entrare in funzione nel 2027. Quella destinata al tratto di galleria tra Francia e Italia, nel cantiere Villarodin-Bourget-Modane, è arrivata a maggio ed è in fase di montaggio in sotterraneo. A Chiomonte, invece, la prima fresa è stata consegnata ufficialmente l’11 marzo.

Per il cantiere di Chiomonte non è esclusa la possibilità di qualche slittamento a causa dei danni provocati a luglio durante le proteste della cosiddetta summer school dell’area antagonista. Foietta considera particolarmente rilevanti quelli alla sala di controllo, essenziale per la sicurezza dei lavoratori, mentre ridimensiona l’impatto dei danni al centro visite.

La tempistica per il ripristino della sala di controllo dipenderà dalle risorse e dai tempi necessari per i lavori. Anche su questo punto, precisa Foietta, l’unico soggetto in grado di confermare il cronoprogramma è Telt. La sua conclusione resta comunque netta: la Tav non sarebbe oggi in ritardo e, rispetto ad altre grandi opere alpine, le tratte di accesso della Torino-Lione risultano già in fase di progettazione e programmazione.