Sicurezza ferroviaria

Nuovi avvisi a tre anni dalla morte dei cinque operai

Gli inquirenti contestano l’assenza di correttivi nelle prassi di cantiere

Nuovi avvisi a tre anni dalla morte dei cinque operai

Kevin Laganà, Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Giuseppe Aversa e Giuseppe Saverio Lombardo morirono tra il 30 e il 31 agosto 2023, travolti da un treno in transito mentre lavoravano sulla linea ferroviaria a Brandizzo. I cinque operai erano dipendenti della Sigifer, azienda impegnata in subappalto nella manutenzione dei binari.

Il convoglio, partito da Alessandria e diretto al deposito di Torino, viaggiava a 160 chilometri orari. Secondo quanto riportato dal Tg3, a tre anni dalla tragedia gli inquirenti avrebbero rilevato che le procedure adottate da Rete Ferroviaria Italiana non sarebbero state modificate e che non sarebbero stati introdotti nuovi accorgimenti per prevenire gli errori umani.

Le procedure sotto esame

La questione riguarda in particolare le regole previste dal documento di valutazione dei rischi. Il documento stabilisce che i lavori sui binari non possano essere eseguiti senza l’interruzione della circolazione ferroviaria. Tuttavia, secondo quanto emerso nelle verifiche, la prassi avrebbe mostrato situazioni diverse da quelle formalmente previste.

Già dopo l’incidente era stato chiesto di correggere il documento e di intervenire sulle modalità operative. Gli esperti, sempre secondo la ricostruzione riferita dal Tg3, avrebbero evidenziato la necessità di individuare misure aggiuntive per ridurre il rischio legato a possibili errori o comunicazioni non corrette durante le attività di manutenzione.

Le nuove notifiche

Questi elementi avrebbero portato alla notifica di nuovi avvisi di garanzia a dirigenti di Rfi. L’ipotesi degli investigatori è che l’assenza di cambiamenti sostanziali nelle procedure possa avere rilievo nell’inchiesta sulla strage. La ricostruzione, tuttavia, è ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria.

Secondo il Tg3, la posizione assunta da Rfi rientrerebbe in una strategia difensiva volta ad attribuire la responsabilità dell’accaduto al funzionario presente sui binari e ai dirigenti della ditta impegnata nei lavori in subappalto. La società ha respinto questa lettura nella risposta inviata alla testata, spiegando di avere interloquito formalmente con lo Spresal e di aver fornito riscontro alle segnalazioni ricevute.

Nella nota, Rete Ferroviaria Italiana ha dichiarato di avere messo a disposizione delle autorità la propria posizione sugli elementi emersi, assicurando collaborazione con gli organismi competenti. Intanto, lo Spresal dell’Asl avrebbe notificato nuovi verbali. Per la vicenda giudiziaria è attesa a settembre l’udienza preliminare.