A inizio agosto 2026, i militari del comando provinciale della Guardia di finanza di Torino hanno arrestato un cittadino marocchino di 40 anni, trovato in possesso di oltre 325 chilogrammi di tabacco per narghilè destinato al commercio illecito. Il prodotto era privo del contrassegno dei Monopoli di Stato e delle indicazioni previste per la tutela dei consumatori.
I controlli sono partiti nella zona di Borgo Nuovo, a Torino Centro, nell’ambito delle attività di verifica economica del territorio. Una pattuglia del Secondo nucleo operativo metropolitano ha fermato un furgone e ha proceduto all’ispezione del mezzo. Sotto vecchi arredi e componenti di tappezzeria sono stati individuati circa 260 chilogrammi di tabacco.
La produzione individuata in un appartamento
Gli accertamenti successivi hanno portato i finanzieri fino ad Alba, in provincia di Cuneo. In un appartamento del comune è stato scoperto quello che, secondo gli investigatori, sarebbe stato utilizzato come un vero e proprio opificio per la preparazione del prodotto. La perquisizione ha consentito di trovare altri 65 chilogrammi di tabacco già confezionato, ritenuto destinato con ogni probabilità agli shisha-bar di Torino.
All’interno dell’alloggio erano presenti anche diversi strumenti funzionali alla lavorazione e al confezionamento, tra cui impastatrici e apparecchiature per l’imballaggio. I militari hanno inoltre sequestrato materie prime come aromi, tabacco grezzo e taniche di glicerina alimentare. L’intera catena di produzione, dal materiale non lavorato al prodotto pronto per la vendita, è stata sottoposta a sequestro.
Contestati tre reati
Secondo la ricostruzione della Guardia di finanza, se immesso sul mercato il carico avrebbe potuto generare un profitto illecito superiore a 40mila euro. L’evasione dell’accisa è stata quantificata in circa 23mila euro. Il sequestro ha quindi riguardato sia il tabacco sia le attrezzature e i materiali utilizzati per la produzione.
Dopo l’arresto, l’uomo è stato portato nel carcere delle Vallette. Deve rispondere di contrabbando di tabacchi lavorati esteri, vendita di prodotti industriali con marchi contraffatti e ricettazione. Le contestazioni si riferiscono al materiale trovato sul furgone e nell’appartamento individuato durante gli approfondimenti investigativi.