Un intervento di ablazione per correggere un’aritmia cardiaca è stato eseguito per la prima volta con l’ipnosi nella sala di elettrofisiologia dell’ospedale di Pinerolo. L’operazione, avvenuta nel mese di luglio 2026, ha coinvolto un paziente di 67 anni affetto da flutter atriale, un’aritmia causata da un circuito elettrico anomalo all’interno dell’atrio destro.
L’utilizzo dell’ipnosi ha permesso di evitare la sedazione farmacologica e di ridurre l’impiego di analgesici durante la procedura, mantenendo il paziente sveglio, collaborante e immobile. L’intervento è stato condotto dalla cardiologia diretta da Gianluca Alunni, con l’attività di elettrofisiologia guidata da Antonio Mazza. Le fasi operative sono state gestite dai cardiologi Giuliana Bricco, esperta in ipnosi, e Luca Tallone. Ha partecipato anche la psicologa Vittoria Criscuolo, coordinatrice del gruppo di lavoro aziendale ‘Ipnosi e comunicazione ipnotica’ dell’Asl To3.
Vantaggi dell’ipnosi in cardiologia
“L’ipnosi ci offre uno strumento in più per controllare ansia e dolore mantenendo il paziente collaborante – ha spiegato la cardiologa Giuliana Bricco -. La risposta varia da persona a persona, ma nei soggetti particolarmente responsivi la percezione del dolore può ridursi in modo molto significativo.” Questo approccio consente di limitare l’utilizzo di farmaci, un vantaggio importante in caso di allergie o controindicazioni.
Un recente studio randomizzato, Painless, condotto su 113 pazienti sottoposti ad ablazione del flutter atriale, ha mostrato che nel gruppo trattato con ipnosi il dolore medio è risultato inferiore, pari a quattro contro il 5,5 su 10 registrato negli altri casi. Inoltre, il consumo medio di morfina si è ridotto da 3,6 a 1,3 milligrammi.
Un percorso aziendale integrato
Il direttore generale dell’Asl To3, Giovanni La Valle, ha commentato: “Innovare significa anche valorizzare le competenze dei nostri professionisti e introdurre modalità di cura sempre più attente alla persona.” L’ipnosi rientra in un percorso aziendale più ampio, impiegata anche nella gestione del dolore cronico e nelle attività interventistiche di cardiologia e oculistica.
“L’obiettivo è mettere a sistema competenze già presenti nell’Asl To3 e individuare i percorsi nei quali l’ipnosi può offrire un beneficio concreto,” ha dichiarato Alessandro Bonansea, direttore del dipartimento di salute mentale. La collaborazione tra reparti è stata sottolineata anche da Ferdinando Varbella, direttore del dipartimento cardio-neurologico, evidenziando come questa esperienza possa ampliare le possibilità di cura.