La Corte di Cassazione ha annullato le prime due condanne relative alla strage ferroviaria avvenuta ad Aré di Caluso, ordinando un nuovo processo per accertare le responsabilità. I due imputati, Zebedia Moschini, capo scorta tecnica del primo convoglio eccezionale, e Gabriele Bottini, autista del secondo mezzo di scorta, erano stati condannati per omicidio colposo a seguito dell’incidente che ha causato la morte di due persone e 23 feriti.
La tragedia si è verificata il 23 maggio 2018 alle 23:18, quando un camion, parte di un convoglio eccezionale, è rimasto intrappolato tra le sbarre del passaggio a livello di Aré. In quel momento, un treno diretto a Ivrea ha investito il mezzo, provocando il deragliamento del convoglio. Le vittime sono state il macchinista del treno e un membro della scorta del camion.
Motivi delle condanne
Inizialmente, Moschini e Bottini erano stati condannati a due anni di reclusione, pena poi ridotta a un anno, dieci mesi e venti giorni, in seguito a un risarcimento significativo ai familiari delle vittime. Entrambi avevano scelto il rito abbreviato, mentre l’autista del tir e il legale rappresentante della ditta di trasporti eccezionali avevano optato per un processo ordinario.
Le accuse mosse contro di loro riguardavano la violazione delle prescrizioni per le scorte ai veicoli eccezionali e l’impegno del passaggio a livello senza adeguata ponderazione. I giudici hanno sottolineato che avrebbero dovuto informarsi sugli orari di transito dei treni e segnalare l’attraversamento ai responsabili della linea ferroviaria.
Le parole della Cassazione
La Cassazione ha stabilito che gli addetti della scorta non erano tenuti a conoscere le istruzioni per l’esercizio della linea ferroviaria. Non è stato dimostrato se Moschini e Bottini fossero stati formati per ottenere tali informazioni. Inoltre, i giudici hanno evidenziato che non era chiaro perché la mancanza di indicazioni sugli orari di passaggio dei treni dovesse far ritenere agli imputati che l’autorizzazione al trasporto fosse stata rilasciata senza una completa istruttoria preventiva.
Oltre alle condanne, resta aperto il tema dei risarcimenti, che dovranno essere rivalutati nel nuovo processo penale, coinvolgendo anche i familiari delle vittime e Rete Ferroviaria Italiana.