Installazione inquieta

Felpe in movimento a Torino: l’ansia della Gen Z ad Artissima

Otto capi scuri, azionati da un sistema Arduino, richiamano omologazione e timore di essere esclusi nell’epoca digitale.

Felpe in movimento a Torino: l’ansia della Gen Z ad Artissima

Otto felpe nere, apparentemente identiche e disposte una accanto all’altra, cominciano all’improvviso a muoversi con brevi spasmi. È il comportamento di Goosebumps (black), l’installazione realizzata dall’artista Davide Sgambaro e presentata dalla galleria Fuoricampo ad Artissima, a Torino.

Un movimento automatico

Il funzionamento dell’opera è affidato a un sistema di motori controllato da Arduino. Gli indumenti, appesi nello spazio espositivo, vengono attraversati da piccoli sussulti che interrompono la loro apparente uniformità. Il risultato è una scena minimale, ma pensata per generare una sensazione di inquietudine e di instabilità.

La ripetizione delle felpe e la loro improvvisa animazione diventano il punto di partenza per una riflessione sull’omologazione. Capi uguali, privi di un corpo che li indossi, sembrano rappresentare una collettività indistinta, mentre gli spasmi introducono una reazione inattesa all’interno di una composizione ordinata.

La paura di restare esclusi

Nel progetto trova spazio anche il riferimento alla Fomo, acronimo di Fear of Missing Out, espressione usata per indicare la paura di essere esclusi o di perdersi qualcosa. È una condizione spesso associata alla vita digitale delle nuove generazioni, caratterizzata dal confronto continuo con ciò che accade e dalla necessità di sentirsi inclusi.

Attraverso un dispositivo tecnologico semplice e un oggetto riconoscibile della quotidianità, Sgambaro traduce così una forma di disagio contemporaneo in un’immagine fisica. L’opera si inserisce nel percorso di un’edizione di Artissima 2026 segnata, secondo il testo di presentazione, da una particolare attenzione alla critica sociale.