La Polizia di Stato ha eseguito nella prima mattinata di venerdì 2 ottobre 2026 cinque provvedimenti cautelari personali tra Torino e provincia. L’operazione, condotta dalla Squadra mobile, riguarda un gruppo ritenuto responsabile, in ipotesi di accusa, di una serie di furti in abitazione e truffe ai danni di persone anziane.
Tre persone sono state condotte in carcere con l’accusa di aver preso parte a 12 episodi predatori. Per altri due indagati il giudice ha disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza e, per due degli stessi episodi, anche l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. I provvedimenti arrivano al termine di un’indagine sviluppata dagli investigatori della Questura di Torino.
Lo stratagemma del falso tecnico
Secondo quanto ricostruito dagli agenti, il gruppo utilizzava il metodo del finto tecnico del gas o dei termosifoni per riuscire a entrare nelle abitazioni. Una volta ottenuto l’accesso con il pretesto di dover effettuare controlli o interventi sugli impianti, i presunti autori avrebbero sottratto denaro contante, oggetti preziosi e altri beni di valore.
I tre destinatari della custodia cautelare in carcere erano già stati arrestati in flagranza circa un anno fa dalla Squadra mobile, durante un furto ai danni di un anziano. Da quell’intervento sono partiti gli approfondimenti investigativi che hanno consentito, secondo l’accusa, di ricostruire i collegamenti tra i componenti del gruppo e la presunta articolazione delle attività.
Basi logistiche e beni sequestrati
Gli investigatori hanno inoltre accertato l’utilizzo di basi logistiche destinate a nascondere le automobili impiegate nei colpi, alcune delle quali avrebbero avuto targhe clonate. I proventi delle attività illecite sarebbero stati utilizzati per acquistare materiale funzionale ai reati e per essere reinvestiti in beni mobili e immobili.
Un precedente provvedimento patrimoniale era stato eseguito il 15 maggio 2026 dalla Divisione polizia anticrimine della Questura di Torino. Il sequestro preventivo ai fini della confisca, disposto dalla sezione misure di prevenzione su richiesta del questore Massimo Gambino, aveva riguardato beni per un valore complessivo di circa un milione di euro: quattro unità immobiliari, quattro automobili, tre motocicli, 100mila euro in contanti, quattro orologi di pregio e monili in oro.