Protesta urbana

Manifesti XR a Torino contro Meloni, Trump e Vannacci

L'iniziativa è comparsa nella notte presso sedi di Fratelli d’Italia e sotto i portici di via Po, nel capoluogo piemontese.

Manifesti XR a Torino contro Meloni, Trump e Vannacci

Extinction Rebellion ha portato sui muri di alcune città italiane una nuova iniziativa di protesta con manifesti rivolti contro Giorgia Meloni, Donald Trump e Roberto Vannacci. Tra le località interessate c’è anche Torino, dove i poster sono comparsi sotto i portici di via Po. L’immagine mostra la Terra dalla quale parte un razzo ricoperto di petrolio, al quale sono aggrappati i tre esponenti politici raffigurati in lacrime.

Accanto al disegno compare lo slogan «Remigrare i fascisti su Marte, per difendere la Terra». Secondo gli attivisti, i manifesti sono stati affissi nella notte vicino ad alcune sedi italiane di Fratelli d’Italia e di Futuro Nazionale, oltre che in altri spazi urbani. L’azione, spiegano, intende contestare le politiche del Governo in materia ambientale, migratoria e di libertà di espressione.

La protesta nelle città italiane

In una nota, il movimento sostiene che l’esecutivo stia investendo in attività e progetti che, a suo giudizio, contribuiscono al collasso climatico. Gli attivisti contestano inoltre i piani definiti di «remigrazione» e denunciano una restrizione del diritto alla satira e alla critica pubblica. «L’unica Remigrazione necessaria è quella dei “Fascisti su Marte” per riconquistare diritti e difendere la Terra», afferma il gruppo nel documento diffuso a sostegno dell’iniziativa.

La campagna richiama una precedente vicenda avvenuta a Roma, in piazza Esquilino, dove il 30 maggio era comparsa un’installazione satirica simile, raffigurante un razzo. L’opera era stata sequestrata dalle forze dell’ordine dopo pochi minuti dalla sua esposizione. Nelle settimane successive, riferiscono gli attivisti, la Procura di Roma ha formalizzato una denuncia nei confronti della persona che aveva presentato il preavviso per la manifestazione, ipotizzando il reato di vilipendio della Repubblica e del Governo.

Il richiamo alla vicenda giudiziaria

Extinction Rebellion collega i nuovi manifesti proprio a quell’episodio. Secondo la ricostruzione del movimento, l’installazione romana era stata realizzata per criticare una classe politica ritenuta responsabile di misure e investimenti capaci di aggravare la crisi ecologica e sociale, oltre che di ridurre gli spazi di partecipazione democratica.

Nel comunicato gli attivisti sostengono che gli strumenti destinati alla tutela dell’ordine pubblico non debbano trasformarsi in mezzi di protezione del potere politico. La loro posizione è che chi critica pubblicamente le politiche governative venga ostacolato e delegittimato, fino al sequestro di striscioni o caricature e alla presentazione di denunce. Da qui la scelta di trasferire la protesta dalle piazze ai muri delle principali città italiane: «Se la satira viene vietata nelle piazze, la troveranno sui muri di tutto il Paese».