Familiari in aula

Brandizzo, la madre di Kevin Laganà risarcita prima del processo

Il padre e il fratello contestano l’accordo con Rfi e denunciano le condizioni nelle aule collegate di Ivrea.

Brandizzo, la madre di Kevin Laganà risarcita prima del processo

La madre di Kevin Laganà, uno dei cinque lavoratori morti nella strage ferroviaria di Brandizzo, ha ricevuto un risarcimento da Rfi prima dell’avvio del procedimento. La circostanza è emersa il 30 settembre, durante l’apertura dell’udienza preliminare davanti al tribunale di Ivrea, chiamato a fare chiarezza sulla tragedia del 30 agosto 2023.

Il risarcimento alla madre

Concetta Salvo è tra i circa quindici familiari delle vittime che hanno ottenuto un risarcimento da Rfi prima dell’inizio del processo. Gli importi non sono stati resi pubblici, perché coperti da accordi di riservatezza. La donna, secondo quanto riferito dai parenti di Kevin, aveva smesso di occuparsi del figlio quando era ancora piccolo.

La notizia ha suscitato la reazione di Massimo e Antonino Laganà, rispettivamente padre e fratello del giovane. I due, assistiti dall’avvocato Enrico Calabrese, hanno chiesto di costituirsi parte civile e hanno contestato la decisione di riconoscere un risarcimento anche alla madre naturale di Kevin.

Antonino Laganà ha definito vergognoso il fatto che la donna abbia ottenuto una somma, sostenendo che non avrebbe contribuito alla crescita dei figli. Massimo Laganà ha aggiunto che la madre avrebbe abbandonato Kevin quando aveva due anni e ha ricordato di essersi occupato dei figli assumendo sia il ruolo paterno sia quello materno.

L’udienza nelle aule collegate

La famiglia Laganà ha criticato anche le modalità con cui si sta svolgendo l’udienza preliminare a Ivrea. Il procedimento è organizzato in due aule diverse, collegate in videoconferenza, una soluzione già contestata anche al ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Secondo i parenti, gli spazi del tribunale non sono sufficienti ad accogliere avvocati e familiari. Alcune persone, hanno riferito, sono state costrette a rimanere in piedi o a sedersi per terra. La famiglia ha espresso amarezza per l’attesa di tre anni e un mese dall’incidente e ha chiesto condizioni diverse per poter seguire l’udienza e vedere direttamente gli imputati.

Il procedimento dovrà ora ricostruire responsabilità e dinamica della tragedia ferroviaria avvenuta lungo la linea nei pressi di Brandizzo, nella quale persero la vita cinque operai impegnati in lavori sui binari. Sul fronte civile, invece, alcuni parenti hanno accettato gli accordi con Rfi, mentre altri, tra cui i familiari di Kevin Laganà, hanno scelto di chiedere l’ammissione come parti civili.