Ha parlato davanti al giudice per le indagini preliminari Camilla D’Alessandra, la barista di 24 anni arrestata dopo l’investimento di un bambino di cinque anni avvenuto a Torino. La giovane, difesa dall’avvocato Cristian Scaramozzino, è accusata di tentato omicidio. Durante l’udienza di convalida, durata circa un’ora e mezza, ha respinto l’ipotesi di avere colpito volontariamente il piccolo con la sua Fiat Panda. Il gip si è riservato la decisione.
Il bambino è ancora ricoverato in ospedale. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la 24enne avrebbe cercato di investire il proprio fidanzato oppure la donna che si trovava con lui, finendo invece per travolgere il minore. La procura considera l’accaduto un tentato omicidio, mentre D’Alessandra ha parlato di un incidente e ha sostenuto di non avere avuto intenzione di colpire nessuno.
La ricostruzione dei rapporti
Agli atti dell’indagine coordinata dalla pm Rossella Salvati c’è anche la testimonianza di un operaio di 33 anni, ascoltato dai carabinieri poche ore dopo i fatti. L’uomo ha dichiarato di essere il compagno della donna, madre dei due bambini presenti quella sera, e di avere una relazione parallela con D’Alessandra. Ha inoltre riferito di ritenere che la giovane volesse investire lui.
La 24enne, invece, ha raccontato di considerare l’altra donna una ex del fidanzato. Secondo la sua versione, la donna l’avrebbe contattata più volte, chiedendole di interrompere la relazione. D’Alessandra ha detto di essere legata seriamente all’uomo, che da giugno avrebbe iniziato a dormire a casa sua. Ha aggiunto che la sera precedente all’accaduto aveva trascorso la notte con lui e che il fidanzato le avrebbe parlato di matrimonio e del desiderio di avere un figlio.
L’inseguimento e l’impatto
La giovane ha spiegato al gip di avere cercato il fidanzato per ore dopo che, nel pomeriggio, aveva smesso di rispondere al telefono. Uscita dal lavoro, lo avrebbe rintracciato mentre si trovava con la donna e i due bambini in corso Regina Margherita. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, in quel frangente sarebbe scesa dall’auto e avrebbe colpito l’uomo con due schiaffi, prima di allontanarsi.
Il secondo incontro sarebbe avvenuto in via Pinelli, all’angolo con via dell’Industri. D’Alessandra ha sostenuto di avere cercato di girare a sinistra e di essere arrivata a velocità sostenuta perché arrabbiata, ma ha negato di avere puntato il veicolo contro il bambino. Mi dispiace molto per lui, ha detto, spiegando di volere conoscere le sue condizioni e chiedendo scusa.
Nel corso dell’interrogatorio ha inoltre riferito di avere fatto retromarcia dopo il primo confronto e che il fidanzato avrebbe danneggiato il suo cellulare colpendolo contro il parabrezza. La donna ha raccontato di essere ripartita dopo un secondo urto contro la sua auto e di essersi fermata in corso Regina, dove avrebbe contattato la madre dell’uomo e poi la propria. I carabinieri l’hanno raggiunta successivamente. La difesa ha chiesto gli arresti domiciliari, sostenendo che non vi siano pericoli di fuga, reiterazione del reato o inquinamento delle prove.