La famiglia Laganà contesta il risarcimento riconosciuto alla madre biologica di Kevin, la vittima più giovane della tragedia di Brandizzo. Antonino Laganà ha espresso la propria rabbia fuori dall’aula del tribunale di Ivrea, dove si è tenuta la prima udienza preliminare sul caso, insieme al padre Massimo.
Antonino indossava una maglietta bianca con la fotografia che lo ritrae abbracciato al padre e al fratello Kevin. Nello scatto non compare la madre biologica, Concetta Salvo. Secondo il figlio, la donna non avrebbe avuto un ruolo nella loro crescita e i rapporti sarebbero interrotti da anni. Da qui la contestazione della somma ricevuta dopo la morte del ragazzo.
La contestazione sul risarcimento
Antonino ha definito assurdo il risarcimento alla madre, sostenendo che Concetta Salvo non li avrebbe mai cresciuti e che non sarebbe mai stata presente nella loro vita. Anche Massimo Laganà ha riferito che la donna avrebbe abbandonato i figli quando erano bambini. Le loro dichiarazioni rappresentano il punto di vista della famiglia, che ha scelto di rendere pubblica la propria posizione all’esterno del tribunale.
La vicenda si inserisce nel procedimento giudiziario legato alla tragedia di Brandizzo, richiamata dalla famiglia attraverso la morte di Kevin e degli altri lavoratori coinvolti. Per i Laganà, l’udienza avrebbe dovuto offrire uno spazio adeguato ai parenti delle vittime e consentire loro di assistere al procedimento nelle condizioni attese.
La protesta per l’aula
Massimo e Antonino hanno criticato anche l’organizzazione dell’udienza. Dopo tre anni e un mese, hanno spiegato, si aspettavano un’aula abbastanza grande da accogliere tutte le persone interessate e la possibilità di vedere in faccia i responsabili di quanto accaduto. La famiglia ha parlato di una mancanza di attenzione e di rispetto nei confronti di Kevin e dei colleghi che hanno perso la vita.
Antonino ha quindi auspicato che la prossima udienza si svolga in modo più dignitoso. La richiesta riguarda soprattutto gli spazi disponibili e le modalità di partecipazione dei familiari, che si sono detti trascurati durante la prima giornata del procedimento. La famiglia Laganà resta ora in attesa dei successivi passaggi giudiziari.