Sicurezza stradale

A Torino continua la ciclabile umana nel ricordo di Nicolò

Compagni, associazioni e studiosi chiedono interventi dopo la morte del bimbo di sette anni

A Torino continua la ciclabile umana nel ricordo di Nicolò

La ciclabile umana continua ogni mattina nel controviale di corso Regina Margherita, all’angolo con via Cesare Balbo, a Torino. Dal 22 settembre, cittadini, ciclisti, residenti, comitati di quartiere, genitori e compagni di classe si ritrovano alle 7.45 per affiancare con i propri corpi la corsia ciclabile e richiamare l’attenzione sulla necessità di rendere più sicure le strade.

L’iniziativa è nata dopo la morte di Nicolò Di Ciò, il bambino di sette anni investito mentre si trovava sulla corsia ciclabile del controviale. Davanti al civico 63, accanto alla ghost bike bianca collocata in sua memoria, sono stati lasciati fiori, peluche, disegni e messaggi scritti dai compagni di scuola. Tra le frasi rivolte al bambino anche il desiderio di poter tornare indietro nel tempo e il saluto di chi lo ha conosciuto.

Il presidio davanti al Comune

Nel tardo pomeriggio di martedì 29 settembre, FIAB Torino Bike Pride ha organizzato un presidio in piazza Palazzo di Città, davanti al Comune di Torino, con lo slogan Basta morti in strada. L’appuntamento è promosso insieme a Città delle Persone e prevede il ricordo di almeno cinque vittime della strada, tra cui Luciano Donato, 77 anni, morto in via Antonini, Laura Lebro, 65 anni, travolta mentre si trovava sul marciapiede in via Bianca di Savoia, e Davide Di Lernia, deceduto a Milano mentre era in sella alla sua moto. Nicolò è la vittima più giovane.

La commemorazione si svolge in contemporanea con un’iniziativa a Milano. Gli organizzatori chiedono che la sicurezza stradale diventi una priorità delle istituzioni e che l’attenzione non si limiti al ricordo delle persone morte. L’obiettivo dichiarato è spingere chi amministra le città e il Paese ad adottare misure per evitare il ripetersi di tragedie simili.

L’appello della comunità scientifica

Alla mobilitazione si è aggiunta una lettera aperta indirizzata al sindaco Stefano Lo Russo dalla comunità scientifica. La missiva raccoglie oltre 220 firme ed è stata promossa da rappresentanti della Rete delle Università Sostenibili e dell’Università degli Studi di Torino. Tra i firmatari figura anche la rettrice Cristina Prandi.

Nel documento, la morte di Nicolò viene indicata come un motivo per ripensare le priorità nella gestione dello spazio pubblico e per costruire un modello che garantisca a tutti il diritto di muoversi in autonomia e sicurezza. I firmatari citano l’esperienza dei Paesi Bassi e si dichiarano disponibili a collaborare con il Comune, chiedendo che la tragedia non venga dimenticata e che Torino intervenga sulle condizioni della mobilità urbana.

La ciclabile umana proseguirà ogni giorno fino a quando, spiegano i partecipanti, non cambierà qualcosa. Le mobilitazioni hanno registrato anche momenti di tensione con alcuni automobilisti. FIAB Bike Pride Torino precisa però che l’iniziativa non vuole bloccare la strada, ma restare accanto alla corsia ciclabile per proteggerla e rendere visibile l’importanza di uno spazio sicuro per chi si sposta in bicicletta.