Violenza ospedaliera

Aggressione al pronto soccorso di Ivrea: sei sanitari feriti

L’uomo, bloccato dai militari, è stato affidato all’autorità giudiziaria dopo calci, pugni e arredi scagliati contro gli addetti.

Aggressione al pronto soccorso di Ivrea: sei sanitari feriti

Un paziente ha aggredito il personale del pronto soccorso di Ivrea, lanciando sedie e tavolini contro gli operatori e arrivando poi allo scontro fisico con calci e pugni. Al termine dell’episodio, sei dipendenti dell’Asl To4 sono stati medicati per le ferite riportate.

Le persone coinvolte sono tre infermieri, due operatori sociosanitari e un medico. Secondo quanto riferito, l’uomo da alcuni giorni entrava e usciva dalla struttura sanitaria. Durante l’episodio avrebbe perso il controllo, colpendo gli arredi e utilizzandoli contro il personale presente.

L’intervento dei carabinieri

L’aggressione è terminata con l’intervento dei carabinieri della compagnia di Ivrea, che hanno fermato il paziente. L’uomo è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il testo non fornisce ulteriori informazioni sui provvedimenti adottati nei suoi confronti né sulle eventuali contestazioni formulate.

A segnalare l’accaduto è stato il sindacato NurSind, che proprio il giorno precedente aveva chiesto interventi per rafforzare la sicurezza del personale nelle strutture sanitarie dell’Asl To4. L’organizzazione sindacale ha riportato la condanna dell’aggressione e ha sollecitato nuove misure a tutela degli operatori.

La posizione dell’Asl To4

Il direttore generale dell’azienda sanitaria, Luigi Vercellino, ha espresso la solidarietà dell’Asl To4 ai lavoratori coinvolti e ha definito l’episodio un’aggressione inaccettabile ai danni degli operatori del pronto soccorso. Vercellino ha spiegato che l’azienda ha già adottato alcune misure di sicurezza, tra cui il potenziamento della videosorveglianza e l’attivazione di un servizio di guardie armate.

Secondo il direttore generale, l’azienda avrebbe utilizzato tutte le risorse e gli strumenti organizzativi disponibili. Da qui la richiesta di un ulteriore supporto alle forze dell’ordine, considerato necessario per prevenire nuovi episodi di violenza all’interno delle strutture sanitarie e garantire maggiore protezione a chi vi lavora.