Il World Press Photo Exhibition 2026 torna a Torino con una selezione di 144 fotografie premiate nel più importante concorso internazionale dedicato al fotogiornalismo. La mostra sarà allestita dal 18 settembre al 13 dicembre 2026 nell’ipogeo della Rotonda del Talucchi, all’interno dell’Accademia Albertina delle Belle Arti, in via Accademia Albertina 6.
Le immagini sono state scelte tra oltre 57.000 fotografie presentate da quasi quattromila fotogiornalisti provenienti da tutto il mondo. L’edizione torinese segna inoltre il decimo anno consecutivo della manifestazione in città, diventata nel tempo un appuntamento stabile del calendario culturale locale.
Le storie al centro dell’esposizione
Il percorso espositivo attraversa conflitti, crisi ambientali, migrazioni, diritti umani e trasformazioni sociali. La fotografia vincitrice del concorso, Separated by ICE di Carol Guzy, documenta l’arresto di un padre ecuadoriano da parte degli agenti dell’immigrazione all’interno di un tribunale di New York.
Tra i lavori finalisti figura il reportage del fotografo palestinese Saber Nuraldin, dedicato alla popolazione di Gaza e alla lotta per la sopravvivenza rappresentata dalle persone ammassate sui camion degli aiuti umanitari. L’altro finalista è Victor J. Blue, autore dello scatto che racconta in Guatemala la conclusione di una battaglia legale durata 14 anni e la condanna dei responsabili dei crimini commessi durante la guerra civile contro le donne indigene Maya Achi.
Ambiente, diritti e cambiamenti sociali
Una parte della mostra è dedicata ai cambiamenti ambientali e alle storie di resistenza quotidiana. Il messicano César Rodríguez affronta i temi della crisi climatica e della scarsità idrica, mentre il fotografo Pablo E. Piovano documenta le conseguenze sanitarie e sociali di trent’anni di uso indiscriminato di pesticidi e glifosato nelle aree rurali dell’Argentina. Il suo lavoro sarà al centro di un incontro pubblico con l’autore il 25 settembre.
Tra le opere selezionate c’è anche Farīsāt: Gunpowder’s Daughters dell’italiana Chantal Pinzi, unica autrice italiana premiata nell’edizione 2026. Il progetto racconta le donne marocchine che si confrontano con una tradizione equestre storicamente riservata agli uomini, rivendicando il proprio spazio all’interno di una pratica culturale millenaria.
La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 20 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 21, con chiusura della biglietteria 30 minuti prima. Il biglietto intero costa 13,50 euro; sono previste riduzioni per studenti, gruppi e titolari della Torino+Piemonte Card, mentre l’ingresso è gratuito per i possessori dell’Abbonamento Musei.