Giorgina Siviero, fondatrice del negozio San Carlo dal 1973, storico punto di riferimento per l’alta moda in piazza San Carlo a Torino, ha riflettuto sui possibili effetti dell’intelligenza artificiale. A sollecitarla sul tema è stata la figlia Elena Cecchi, che ha raccolto le sue parole con il cellulare e una videocamera.
Il giudizio espresso dalla signora della moda torinese oscilla tra curiosità e preoccupazione. L’intelligenza artificiale, secondo Siviero, può rappresentare l’inizio di una nuova era, ma anche condurre alla fine della civiltà se utilizzata in modo improprio. Una visione che lega le opportunità offerte dalla tecnologia ai rischi derivanti da un uso senza adeguate responsabilità.
Tra opportunità e timori
Siviero ha spiegato di appartenere a una generazione lontana dall’attuale sviluppo digitale, ma di considerare questi strumenti parte del futuro delle nuove generazioni. Per questo, pur dicendo di poter soltanto subire i cambiamenti in corso, invita i più giovani a imparare a sfruttarli. La tecnologia, osserva, consente di avere informazioni e collegamenti con il mondo in modo immediato, attraverso un semplice comando.
Nel corso del confronto, la fondatrice di San Carlo dal 1973 ha raccontato di stare cercando di utilizzare l’intelligenza artificiale perché vuole continuare a vivere nel proprio tempo. Non si riconosce nell’atteggiamento di chi rimpiange continuamente il passato: i suoi tempi, ha detto, sono ormai trascorsi, ma questo non significa rinunciare a guardare avanti.
Il timore per gli sviluppi futuri
La parte più preoccupata del suo intervento riguarda gli sviluppi che l’intelligenza artificiale potrebbe avere nei prossimi anni. Siviero ha definito già terrificanti le prime applicazioni della tecnologia e ha sostenuto che, tra dieci anni, gli effetti potrebbero essere ancora più rilevanti. Il rischio indicato è quello di danni all’umanità provocati da un impiego scorretto o privo di controllo.
Il video si conclude con una frase lasciata in sospeso e con la richiesta rivolta alla figlia di interrompere l’inseguimento con il telefono. Dopo aver affrontato un tema complesso e divisivo, Siviero chiede infatti un po’ di leggerezza, chiudendo il confronto con un tono personale e diretto.