Margherita Agnelli non potrà costituirsi parte civile contro il figlio John Elkann nel procedimento legato all’eredità di famiglia. La giudice ha respinto la richiesta con un’ordinanza, escludendo il collegamento tra i reati ipotizzati nel processo e i danni richiesti dalla figlia dell’Avvocato.
La richiesta economica
La domanda avanzata da Margherita Agnelli ammontava a 1,3 milioni di euro. La pretesa riguardava danni di natura patrimoniale e non patrimoniale che, secondo la ricostruzione riportata nell’ordinanza, sarebbero derivati dalle condotte contestate nel procedimento sull’eredità della famiglia Agnelli.
La decisione della giudice riguarda in particolare la possibilità di far valere quelle richieste all’interno del processo penale. Per essere ammessa come parte civile, la ricorrente avrebbe dovuto dimostrare l’esistenza di un rapporto diretto tra i reati ipotizzati e il pregiudizio lamentato.
Le motivazioni dell’ordinanza
Secondo il provvedimento, i danni d’immagine indicati non risultano sostenuti da un nesso di causalità con i reati contestati. L’ordinanza sottolinea che quel collegamento potrebbe essere riconosciuto soltanto ammettendo, in via generale, che ogni reato produca automaticamente un danno alla reputazione dei familiari della persona accusata.
La giudice ha inoltre escluso che i danni morali possano essere considerati conseguenze immediate dei fatti contestati. La valutazione, dunque, non riguarda l’eventuale fondatezza delle pretese sul piano personale o familiare, ma la loro connessione giuridica con gli illeciti oggetto del procedimento.
Con il rigetto della costituzione a parte civile, Margherita Agnelli non potrà chiedere quei risarcimenti all’interno del processo penale nei confronti di John Elkann, presidente di Stellantis. L’ordinanza si inserisce nel più ampio contenzioso giudiziario sull’eredità di famiglia e chiarisce i limiti entro i quali possono essere richiesti danni nel procedimento.