Il cantiere di piazza Bengasi, al confine tra Torino e Moncalieri, accumula nuovi ritardi e resta senza una data certa per la conclusione. L’intervento, del valore complessivo di 33 milioni di euro, prevede la realizzazione di un parcheggio interrato su due livelli e la riqualificazione dell’area pubblica, con il ritorno del mercato oggi ospitato in via Onorato Vigliani da oltre dieci anni.
I lavori per i piani sotterranei sono iniziati il 30 giugno 2025. Secondo le ipotesi iniziali, il mercato avrebbe potuto tornare nell’area riqualificata nell’autunno del 2026. Il quadro, però, è cambiato a causa dei ritardi già accumulati e delle attività di bonifica ancora da completare. In particolare, alcune porzioni della piazza situate nel territorio di Moncalieri risultano contaminate da idrocarburi e metalli pesanti.
Bonifiche e cronoprogramma ancora assente
La bonifica ambientale necessita dell’approvazione del progetto da parte di Arpa Piemonte e, nel frattempo, ha messo in attesa le verifiche relative agli eventuali ordigni inesplosi. L’assessora comunale Chiara Foglietta ha riferito che la bonifica bellica può considerarsi conclusa nelle zone est della piazza, sul territorio torinese, mentre la conclusione complessiva delle attività è stimata tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre 2026.
Il nodo principale riguarda però l’assenza di un aggiornamento complessivo dei tempi. Il consigliere di Torino Libero Pensiero, Pino Iannò, aveva chiesto all’Amministrazione un nuovo cronoprogramma. La risposta è che, al momento, il documento non è disponibile e non è possibile indicare con certezza quando l’opera sarà ultimata. Foglietta ha spiegato di effettuare sopralluoghi regolari e di avere sollecitato l’impresa esecutrice ad accelerare le attività e a trasmettere una programmazione aggiornata.
La gestione del cantiere, ha aggiunto l’assessora, è stata oggetto di ripetute contestazioni e ordini di servizio da parte della Direzione Lavori. La questione è stata esaminata anche dal Collegio Consultivo Tecnico, organismo previsto per prevenire controversie negli appalti sopra soglia comunitaria. Finora non sono state applicate penali, ma il Comune si è riservato di procedere qualora emergano le condizioni previste.
Un progetto da 605 posti auto
Iannò ha definito grave l’assenza di date certe, sostenendo che il cantiere sarebbe già in ritardo di circa sei mesi e che l’area rappresenta un punto di passaggio importante per la città. L’Amministrazione, da parte sua, monitora l’avanzamento dei lavori e dovrà valutare l’impatto economico degli imprevisti attraverso una seconda perizia, anch’essa ancora mancante.
Il progetto comprende un parcheggio di interscambio collegato alla metropolitana, con 605 posti auto, circa quindici colonnine per la ricarica elettrica e la predisposizione per arrivare a 150, oltre a 80 stalli per moto. Sono previsti due accessi carrabili, tre vani scala con ascensori e collegamenti pedonali diretti con la fermata al secondo piano interrato.
In superficie, la piazza dovrebbe mettere a disposizione del mercato 14mila metri quadrati, con 173 postazioni, aree verdi, servizi igienici, depositi per biciclette e monopattini e spazi per la sosta delle bici. Il progetto include inoltre 300 metri quadrati di pannelli fotovoltaici. L’opera aveva già subito un rallentamento nel 2024 per l’aumento dei costi delle materie prime e della manodopera, che aveva reso necessario un finanziamento aggiuntivo di 13 milioni di euro da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Per ridurre ulteriormente i tempi, il Comune valuta anche l’ipotesi di concentrare la riapertura del parcheggio in un’unica fase, invece di procedere inizialmente con l’apertura del lato est e il proseguimento dei lavori a ovest. Nel frattempo è stata completata, con l’autorizzazione della Soprintendenza, la rimozione dei manufatti dell’ex cinta daziaria del 1912 emersi durante gli scavi.