MITO SettembreMusica inaugura nel 2026 un ciclo biennale dedicato all’integrale dei quartetti per archi di Ludwig van Beethoven. Il progetto è affidato al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala e prevede tre appuntamenti nel primo anno, ai quali seguirà nel 2027 una seconda parte con i quartetti rimanenti.
Il percorso prende in esame l’evoluzione della scrittura beethoveniana per questa formazione, dai primi lavori ancora legati alla lezione di Haydn fino alle composizioni della maturità e agli ultimi capolavori. Beethoven scrisse i suoi sedici quartetti nell’arco di quasi trent’anni, modificando progressivamente il rapporto tra forma, sviluppo tematico e dialogo tra gli strumenti.
Il programma del primo appuntamento
Il concerto comprende il Quartetto n. 6 in si bemolle maggiore op. 18 n. 6, il Quartetto n. 10 in mi bemolle maggiore op. 74, noto come delle arpe, e il Quartetto n. 8 in mi minore op. 59 n. 2, uno dei tre quartetti Razumowsky. La selezione mette a confronto fasi diverse della produzione dell’autore e consente di seguire il passaggio da un linguaggio ancora ancorato alla tradizione a una ricerca più articolata sulla struttura musicale.
A eseguire le partiture sarà il Quartetto d’archi del Teatro alla Scala, composto da Francesco Manara e Daniele Pascoletti ai violini, Simonide Braconi alla viola e Massimo Polidori al violoncello. La formazione accompagnerà l’intero progetto, che si svilupperà tra il 2026 e il 2027.
Un itinerario nella scrittura di Beethoven
Il programma presentato da MITO SettembreMusica propone l’integrale non come una semplice successione di concerti, ma come un itinerario attraverso le trasformazioni dello stile del compositore. Nel corso degli anni la forma-sonata si amplia, il fugato assume un ruolo sempre più centrale e il tema diventa oggetto di una ricerca che supera il tradizionale sviluppo musicale.
La traiettoria comprende i primi quartetti dell’opera 18, i tre Razumowsky dell’opera 59 e gli ultimi cinque lavori, composti quando Beethoven era ormai completamente sordo. In queste pagine rientrano la Große Fuge, l’opera 131 articolata in sette movimenti ininterrotti e l’opera 132, caratterizzata da una costruzione di particolare ampiezza. Il ciclo proseguirà nel 2027, in occasione del bicentenario della morte di Beethoven, con la presentazione dei quartetti non inclusi nella prima parte.