Patrizia Sandretto Re Rebaudengo è la protagonista di un’intervista dedicata al rapporto tra arte contemporanea, ricerca e collezionismo. Il servizio è firmato da Filippo Maria Battaglia ed è stato pubblicato il 3 settembre 2026.
Un percorso tra passione e studio
Il titolo dell’intervista richiama il collezionismo come un modo per raccontare il proprio tempo, attraverso passione, studio e una componente di libertà e irregolarità. Il testo disponibile presenta così la raccolta d’arte non soltanto come accumulo di opere, ma come esperienza legata alla conoscenza e all’interpretazione del presente.
Nel richiamo all’arte contemporanea emerge anche il valore dell’ascolto. Sandretto Re Rebaudengo sintetizza questo approccio con una riflessione personale: grazie all’arte ha imparato a parlare meno e ad ascoltare di più. La frase individua nell’incontro con le opere e con gli artisti un’occasione di osservazione e confronto.
Il contenuto dell’intervista
L’articolo è presentato nella sezione dedicata alle interviste e ha una durata di lettura indicata in tre minuti. L’estratto fornito non contiene ulteriori domande, risposte o dettagli sulle opere e sulle esperienze citate, quindi non consente di ricostruire altri passaggi del dialogo.
Il nucleo della conversazione resta dunque affidato ai temi indicati nel titolo e nella presentazione: il collezionismo come forma di racconto del proprio tempo e l’arte contemporanea come pratica capace di modificare lo sguardo, favorendo ascolto, studio e attenzione.