Alex Ammendolia, sindacalista di 38 anni, è morto improvvisamente nella giornata di domenica 30 agosto. Originario di Saint-Marcel, in Valle d’Aosta, era conosciuto soprattutto per il suo impegno a Torino nella CUB Sanità, dove aveva seguito negli anni le vertenze legate ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.
La notizia ha suscitato cordoglio tra il mondo sindacale, le realtà impegnate nel sociale e le istituzioni locali. La segretaria nazionale della CUB Sanità Italiana, a nome del direttivo nazionale, ha ricordato Ammendolia come un compagno la cui passione e il cui impegno continueranno a vivere nelle battaglie per i diritti, la giustizia sociale e la dignità del lavoro.
Il ricordo delle realtà sociali
Tra i messaggi di cordoglio c’è quello di CarovaneMigranti, che ha descritto Ammendolia come una persona sempre presente e attenta anche alle dinamiche più piccole, oltre che alle lotte più difficili e minoritarie. Nel ricordo vengono citati il suo sostegno ai migranti, ai lavoratori dei settori più dimenticati e alle persone che difendevano dignità e diritti.
Anche USB Piemonte si è stretta alla famiglia, agli amici e ai compagni della CUB Sanità, ricordando il sindacalista come una figura generosa e appassionata, impegnata in prima linea nella difesa dei diritti dei lavoratori. Nel messaggio viene sottolineata la condivisione dei valori della solidarietà, della giustizia sociale e della dignità del lavoro.
Il cordoglio dell’amministrazione
Un messaggio è arrivato anche da Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche Sociali di Torino, che ha espresso dolore per la scomparsa prematura e improvvisa. L’assessore ha ricordato di aver conosciuto Ammendolia come un rappresentante sindacale capace e determinato, interlocutore serio e attento, rivolgendo le condoglianze ai familiari e ai compagni della CUB Sanità Torino.
Secondo le prime ricostruzioni riportate nel ricordo pubblico, Ammendolia sarebbe stato colpito da una puntura d’insetto durante una gita fuori porta nel Cuneese, alla quale partecipava insieme ad alcuni amici. La reazione avrebbe provocato uno shock anafilattico, una grave forma di allergia che si sarebbe rivelata fatale nel giro di poche ore.
La sua scomparsa ha lasciato sgomenti quanti lo avevano conosciuto nell’attività sindacale e sociale. Nei messaggi pubblicati dopo la morte viene ricordata l’attenzione verso gli ultimi, gli stranieri e chi aveva bisogno di accoglienza e accompagnamento, insieme all’impegno per le cause considerate più giuste e necessarie.